Il Governo italiano ha le idee chiare! Per aiutare a combattere la crisi, bisogna aumentare il numero dei casinò in Italia (solo terrestri però).
E così le regioni Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia vedranno sorgere 9 casinò nelle città di Stresa, Gardone Riviera, San Pellegrino Terme, Viareggio, Fiuggi, Ostuni e Taormina.
Gli unici casinò presenti in Italia fino a questo momento sono quelli di Venezia, Campione, Sanremo e Saint Vincent che, a dire il vero, hanno registrato un calo dei profitti del 4% ma un aumento della clientela del 15%.
Per questo, molti politici sono scettici sull’effettiva utilità dei nuovi casinò ma c’è da dire che il nostro paese ne ha un numero talmente ridotto che la costruzione di nuovi potrebbe davvero favorire il turismo come non mai.
D’altronde i dai dell’European Casinò Association sono chiari: l’Italia è al 7° posto in un mercato europeo che vale 9,3 miliardi di euro e che vede la Francia in testa con un incasso di 2,5 miliardi di euro all’anno.
Non potrebbe essere altrimenti con un numero di casinò così diverso dal nostro:
Francia 188, Repubblica Ceca 150, Gran Bretagna 131, Estonia 125, Germania 70, Spagna 35, Croazia 20, Svizzera 17, Austria 12, Olanda 11, Slovenia 10, Grecia 9, Portogallo e Belgio 9.
La proposta di legge
Il 25 agosto del 2008, il governo ha accolto un ordine del giorno che prevedeva la possibilità di aprire al massimo altri 10 casinò su tutto il territorio italiano. Tale territorio è stato diviso in 4 aree geografiche:
1) Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria;
2) Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche;
3) Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria;
4) Sardegna e Sicilia.
I contrari
Tralasciando i politici, la voce contraria più importante è quella della Federgioco che raccoglie i 4 casinò presenti oggi in Italia.
Federgioco reputa assolutamente inutile l’apertura di altri casinò perché, molto semplicemente, la situazione tra domanda e offerta è equilibrata.
Chi aprirà per primo?
Sembra che l’inaugurazione del primo casinò verrà fatta a Taormina, che tra il 1961 e il 1965 ha già avuto una casa da gioco.
Il sottosegretario al turismo, Michele Brambilla, ha dichiarato che si aspetta che la collocazione dei nuovi casinò avvenga all’interno di alberghi a 5 stelle, proprio per agevolare il turismo.
Ripercussioni sul mercato on-line
Più casinò terrestri significa meno introiti per i casinò on-line e questo, forse, il Governo italiano fa finta di non capirlo.
Forse è proprio per questo che si impegna maggiormente sulla costruzione di casinò terrestri, in cui in ballo c’è molto di più della semplice tassazione sugli introiti, piuttosto che liberalizzare il mercato dell’azzardo on-line come hanno incominciato a fare la Francia, la California e il Giappone.
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