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03 Agosto 2009
Il Governo è ancora restio a voler aprire nuove case da gioco e la Camera si rifiuterà di votare gli ordini del giorno che riguardano la realizzazione di nuove case da gioco su territorio italiano e l’istituzione di una lotteria che come unico scopo avrebbe avuto quello di finanziare la festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
La Camera ha ritenuto inammissibili questi due ordini del giorno: il primo perché “ritenuto estraneo nel contenuto rispetto al testo del provvedimento e agli emendamenti presenti”; il secondo perché “obbligherebbe il Governo a lasciare indietro altri ordini del giorno che hanno la precedenza”.
Di seguito potete leggere l’ordine del giorno dell’ On. Agostino Ghiglia
INDIZIONE DI UNA LOTTERIA ISTANTANEA PER FINANZIARE LE CELEBRAZIONI DI “TORINO 150”
Il sottoscritto Deputato
PRESO ATTO
delle difficoltà sottese al reperimento fondi per il finanziamento delle manifestazioni relative ai festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia.
CONSIDERATO
che la Città di Torino, come prima Capitale d'Italia, ha un ruolo di capofila per l'organizzazione degli eventi legati alle celebrazioni.
CONSIDERATO INOLTRE
che il budget previsto per le manifestazioni della Città di Torino è di circa 100 milioni di Euro, coperti per l'80% da fondi locali (fondazioni bancarie e private, biglietti, affitto spazi).
INVITA
il Governo e, segnatamente, il Ministero delle Finanze-Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato ad indire ,con proprio provvedimento, un'apposita lotteria istantanea i cui utili, fino ad un massimo di 20 milioni di Euro,sono direttamente devoluti all'Amministrazione della Città di Torino e finalizzati alle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia.
On. Agostino Ghiglia (PDL)
E l’UGL cosa pensa della possibilità di aprire nuove case da gioco?
Sabato 25 luglio si è tenuta a Sanremo una giornata di approfondimento tra i delegati dell’UGL (Unione Generale del Lavoro) della case da gioco italiane.
All’incontro hanno partecipato Maurizio Furlani (coordinatore nazionale di categoria), e Paolo Lazzerini (Venezia), Pier Mauriello (Campione), Tommaso Auci (S. Vincent), Roberto Spina e Andrea Vecchiola (Sanremo) e si sono confrontati sul CCNL, sull’abbattimento del tetto pensionistico, sul decreto Abruzzo, e sulla crisi che ha colpito i casinò italiani.
Tutti sono d’accordo che soprattutto la crisi sia il motivo principale per cui non bisogna, per ora, aprire nuove sale da gioco sul territorio italiano: questo significherebbe avere una quantità abnorme rispetto all’effettiva disponibilità di potenziali giocatori. Ogni struttura, poi, non avrebbe i sufficienti introiti per lavorare con serenità e profitto, senza contare i licenziamenti, o addirittura la chiusura, che potrebbe colpire alcuni dei casinò già presenti oggi su territorio italiano.
I delegati si ritroveranno a settembre a Roma per parlare con Renata Polverini (segretaria generale dell’UGL) e cercare di risolvere tutti i problemi del settore.
Tutti i segretari dell’incontro di Sanremo sanno che la richiesta di aprire nuove case da gioco e unilaterale me pretendono, giustamente, che non sia solo il Governo a decidere, ma che vengano interpellate tutte le organizzazioni sindacali del comparto e che si trovi una soluzione nel più breve tempo possibile.
In un periodo di crisi dove la normalità è vedere nuovi licenziamenti, non è possibile attuare dei sistemi che agevolino questa condizione.
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